Tre studi su tre scrittrici esemplari, due romanziere inglesi e una poetessa americana, lontanissime fra loro, sebbene uscite dallo stesso mondo. Quel che accomuna i tre studi è il criterio con il quale le diverse opere sono state avvicinate, e che crea fra di esse nuove differenze e insospettate somiglianze. L'ipotesi di ricerca è che la struttura spaziale interna a ogni opera faccia luce non solo sulla struttura narrativa dell'opera, ma su qualcosa che l'opera nascondeva. Così scopriamo che Jane Austen non era una scrittrice realista, e che il villaggio in cui si muovono i suoi personaggi è un ideale labirinto, in cui si procede per prove ed errori, e dietro al quale, in trasparenza, la scrittrice lascia intravvedere il ben diverso mondo reale, in un gioco abilissimo di ironia e crudeltà, di spietata verità e di beffarda menzogna. E scopriamo ancora che le due case in cui si svolge il romanzo di Emily Brontë appartengono a due forme letterarie diverse, e che ne! passare dall'una all'altra, prima dei personaggi, è il racconto stesso che nasce, si evolve e muore. E che i due mondi che si unificano e richiudono nella poesia di Sylvia Plath hanno fatto prigioniero il poeta. Perché la struttura spaziale che si manifesta in un'opera è la struttura spaziale fondamentale in cui il nostro pensiero inconsapevolmente si muove, come un cieco in. casa propria: in essa confluiscono i due progetti antichi dell'esistenza e della narrazione.
Language
Italian
Pages
180
Format
Kindle Edition
Release
January 01, 1978
Lo spazio narrante. Jane Austen, Emily Bronte, Sylvia Plath
Tre studi su tre scrittrici esemplari, due romanziere inglesi e una poetessa americana, lontanissime fra loro, sebbene uscite dallo stesso mondo. Quel che accomuna i tre studi è il criterio con il quale le diverse opere sono state avvicinate, e che crea fra di esse nuove differenze e insospettate somiglianze. L'ipotesi di ricerca è che la struttura spaziale interna a ogni opera faccia luce non solo sulla struttura narrativa dell'opera, ma su qualcosa che l'opera nascondeva. Così scopriamo che Jane Austen non era una scrittrice realista, e che il villaggio in cui si muovono i suoi personaggi è un ideale labirinto, in cui si procede per prove ed errori, e dietro al quale, in trasparenza, la scrittrice lascia intravvedere il ben diverso mondo reale, in un gioco abilissimo di ironia e crudeltà, di spietata verità e di beffarda menzogna. E scopriamo ancora che le due case in cui si svolge il romanzo di Emily Brontë appartengono a due forme letterarie diverse, e che ne! passare dall'una all'altra, prima dei personaggi, è il racconto stesso che nasce, si evolve e muore. E che i due mondi che si unificano e richiudono nella poesia di Sylvia Plath hanno fatto prigioniero il poeta. Perché la struttura spaziale che si manifesta in un'opera è la struttura spaziale fondamentale in cui il nostro pensiero inconsapevolmente si muove, come un cieco in. casa propria: in essa confluiscono i due progetti antichi dell'esistenza e della narrazione.